Il Tribunale di Cosenza, con la sentenza n. 1992/2025, ha sancito un principio fondamentale a tutela dei consumatori vittime di pratiche commerciali scorrette nel delicato settore dei trattamenti tricologici.
La vicenda riguarda un utente che, attratta dalle promesse di risolvere una patologia del cuoio capelluto, aveva sottoscritto ben quattro contratti con Farmasuisse S.r.l. (oggi Sanders S.p.A.), per un importo complessivo di oltre 12.500 euro. Purtroppo, la realtà si è rivelata ben diversa dalle rassicurazioni ricevute: i trattamenti estetici proposti non potevano in alcun modo risolvere la problematica diagnosticata.
Il Comportamento Doloso Accertato dal Tribunale
Grazie all’assistenza legale dell’Avv. Rossella Mauro, socio fondatore della Società IRENE S.r.l. società di servizi professionali operante in Calabria e nel Lazio, il Tribunale Bruzio ha constatato la presenza di un vero e proprio dolo da parte dell’istituto tricologico. La società ha infatti indotto la cliente a sottoscrivere i contratti attraverso una “falsa rappresentazione della realtà”, omettendo di informarla che i trattamenti cosmetologici offerti non avrebbero potuto essere efficaci per la sua
condizione specifica.
Particolarmente significativo è il passaggio della sentenza in cui si evidenzia come l’istituto abbia “capziosamente omesso di informare la cliente della non utilità dei trattamenti cosmetologici, inducendola, con rassicurazioni di segno opposto, ad obbligarsi con quattro contratti, stipulati a brevissima distanza tra loro, l’uno nella vigenza di quello precedente, senza alcuna verifica della efficacia di quello in corso”.
L’Obbligo Professionale di Corretta Informazione
La sentenza afferma un principio chiaro: in virtù della propria specializzazione, l’istituto “potesse, e dovesse, riconoscere che la problematica non fosse trattabile con le cure estetiche dalla società stessa offerte, con il conseguente obbligo di informare della circostanza la cliente”.
Questo rappresenta un importante monito per tutti gli operatori del settore: la competenza professionale non giustifica il silenzio, ma al contrario impone il dovere di informare correttamente il consumatore, anche quando questo comporta rinunciare a un contratto.
La Tutela Piena della Consumatrice
Le conseguenze della condotta scorretta sono state significative. Il Tribunale ha disposto:
L’annullamento integrale di tutti i contratti stipulati, riconoscendo che il consenso era stato viziato dal dolo.
La condanna alla restituzione di tutte le somme versate, per un totale di euro 12.598,86, oltre agli interessi legali dalla domanda al soddisfo.
Un Precedente Importante per Tutti i Consumatori
Questa sentenza rappresenta un precedente di grande rilevanza per chiunque si trovi vittima di pratiche commerciali aggressive o ingannevoli, specialmente in settori dove:
- Esiste un’asimmetria informativa tra professionista e cliente
- Il consumatore ripone particolare fiducia nella competenza dell’operatore
- Le promesse riguardano la salute o il benessere personale
Vengono proposti contratti di importo elevato senza adeguata informazione
Hai Vissuto una Situazione Simile?
Se ti sei trovato in una situazione analoga, se hai sottoscritto contratti sulla base di promesse non mantenute o se ritieni di essere stato indotto con l’inganno a impegnarti economicamente per trattamenti rivelatisi inefficaci o inadeguati, potresti avere diritto a ottenere l’annullamento dei contratti e il rimborso delle somme versate.
L’Avv. Rossella Mauro e il team di IRENE S.r.l. sono a disposizione per valutare il tuo caso e fornirti l’assistenza legale necessaria a tutelare i tuoi diritti.
Per una consulenza o per valutare il tuo caso specifico, contatta:
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